
Editoriale domenicale – Trentino – Alto Adige/Südtirol - Fondatore/direttore der Kreiser

Editoriale domenicale – Trentino – Alto Adige/Südtirol - Fondatore/direttore der Kreiser
Nota: Riscrittura via LLM del celebre articolo di “Antonio Gramsci, 1 gennaio 1916, Avanti!, edizione torinese, rubrica Sotto la Mole”. Ogni mattino, quando mi sveglio e per qualche secondo non ho ancora consegnato gli occhi allo schermo, sento che per me è capodanno. Perciò odio questi capodanni a scadenza fissa. Odio l’idea che la vita e lo spirito debbano adeguarsi a un rito collettivo imposto, come se esistesse un interruttore generale: a mezzanotte si chiude, a mezzanotte si riparte. Odio questa contabilità obbligatoria — “come è andata”, “cosa hai fatto”, “cosa farai” — che trasforma l’esistenza in un report, in un “anno in review”, in un riassunto da condividere per ottenere approvazione. È un torto, in generale, delle date. Ma oggi è un torto soprattutto di chi le usa per governare il nostro tempo. ...
Nota: Traduzione dall’originale tedesco. La versione di riferimento per analisi stilistica, retorica e sintattica è il testo tedesco. Siete seduti in treno, il Wi-Fi è stabile quanto la cultura del dibattito del lunedì mattina. Nella chat di gruppo compare una domanda, apparentemente innocua: «È vero che …?». Si parla di politica, guerra, salute – temi su cui non si vuole fare brutte figure. Così digitate la domanda in un chatbot. Lui risponde pettinato, cordiale, con il tono di un’enciclopedia di buon umore. Un link, un paragrafo di «contesto», fatto. La forma è corretta. E quando la forma è corretta, si crede al contenuto più in fretta di quanto si vorrebbe ammettere. ...
Sie sitzen im Zug, das WLAN ist so stabil wie die Debattenkultur am Montagmorgen. Im Gruppenchat poppt eine Frage auf, scheinbar harmlos: „Stimmt es, dass …?“ Es geht um Politik, Krieg, Gesundheit – Themen, bei denen man sich ungern blamiert. Also tippen Sie die Frage in einen Chatbot. Der antwortet geschniegelt, freundlich, im Tonfall eines gut gelaunten Lexikons. Ein Link, ein Absatz „Kontext“, fertig. Die Form stimmt. Und wenn die Form stimmt, glaubt man dem Inhalt schneller, als man zugeben möchte. ...
Immagina di essere fermo a un semaforo, in montagna, su una strada stretta. Davanti a te il rosso è acceso, nessuna auto passa, e ti viene spontaneo pensare: “Ma perché devo aspettare così tanto, se non arriva nessuno dall’altra parte?”. Ora sposta questa domanda dal semaforo alla vita istituzionale: perché una regione dovrebbe avere “Autonomia speciale”? E, soprattutto, da cosa dipende che quell’Autonomia funzioni davvero e non sia solo una formula dentro la Costituzione? ...
Problema: Gestione semaforica di un tratto a senso unico alternato In una strada urbana sono in corso dei lavori stradali che impediscono il normale doppio senso di marcia. Per garantire la circolazione dei veicoli in sicurezza, sono stati installati due semafori, uno per ciascuna estremità del tratto interessato dai lavori, lungo 2 km. Il traffico viene regolato in senso unico alternato: i veicoli possono transitare in una sola direzione alla volta, a seconda del verde semaforico. ...
Da rabdomante bavarese a guru della Rete: il caso Irlmaier Alois Irlmaier (1894-1959) era un umile contadino bavarese (e costruttore di pozzi) che dopo la Seconda guerra mondiale divenne famoso come rabdomante e chiaroveggente. Col tempo gli vennero attribuite visioni della “Terza Guerra Mondiale”. Secondo i racconti più noti egli avrebbe previsto un conflitto fulmineo: «tre cunei blindati avanzano immediatamente con la velocità del lampo» su Europa e Italia, suscitando panico collettivo e devastazioni improvvise. La traduzione italiana della sua profezia recita in sintesi proprio questo: al mattino «i bavaresi siedono a giocare a carte… un colonnello nero viene da Est», poi tre colonne corazzate corrono fino al Reno senza preavviso. L’uso di armi chimiche è centrale nell’immaginario catastrofista di Irlmaier: dal cielo «piove polvere gialla in una linea» sulla città d’oro (si intuisce Praga), passando «come un tratto giallo» verso il mare. Dove cade quel «polverone» rimane «tutto morto» – nessun albero, nessuna erba, nessun animale. In breve: il quadro saliente è quello di una guerra-lampo imprevedibile, colonne corazzate russe sulla Germania e l’Italia, follia da panico e “nubi gialle” letali all’orizzonte. ...
«Meine Mama sagt, dass ich viel lernen soll, um mich frei fühlen zu können… Ich will unbedingt weiter lernen. Ich will frei sein.» Süddeutsche Zeitung il 19 marzo 2022 «Mia mamma dice che devo studiare molto per potermi sentire libero… Io voglio assolutamente continuare a studiare. Voglio essere libero.» In quelle parole, pronunciate da Maksym, quindicenne profugo ucraino in un’intervista del 2022, c’è una chiarezza quasi spiazzante. Nel punto più fragile della sua vita – la guerra, la fuga, l’esilio – la madre non gli consegna una teoria politica, né un appello alla vendetta o alla rassegnazione. Gli consegna una frase nuda, quasi elementare: studia, perché nello studio c’è la tua libertà. Nessuna retorica, nessun alibi. Solo un nesso diretto, senza virgole di troppo, tra conoscenza e emancipazione. ...
Ogni autunno, piccoli gruppi e individui si riuniscono online per vivere da Stoici. Non è nostalgia: è strategia per affrontare un mondo disordinato. Tra loro anche qualche trentino. Lunedì mattina, ottobre. C’è una casa silenziosa, ancora impregnata dell’odore del caffè, dove qualcuno apre sul tablet il manuale digitale della Stoic Week. C’è un ufficio condiviso, con le cuffie che isolano dal brusio costante, dove un altro partecipante avvia la meditazione guidata del giorno. C’è una classe, che si sistema dopo l’intervallo, un tram che sobbalza tra fermate e notifiche. ...
Un progetto globale ancora vivo: cosa raccontano le memorie digitali nascoste nei muri tra Trento, Bolzano e Innsbruck. Innsbruck, tardo pomeriggio Una luce obliqua illumina la Dr.-Stumpf-Straße. Sul muro, accanto a una vecchia saracinesca, spunta un piccolo connettore USB incastonato nella pietra. Nessuna targa, nessuna indicazione. Solo chi sa dove guardare riconosce la presenza di una Dead Drop, una “goccia morta” di dati, invisibile ai passanti distratti ma viva per chi ancora crede nello scambio libero di conoscenza. ...
La “Leningrad Symphony” tra memoria storica e propaganda culturale. Perché la musica conta oggi nella Russia di Putin. Chi sono gli artisti pro Putin. San Pietroburgo, 9 maggio La Neva scorre lenta, gelata. Sulla piazza della Fortezza di Pietro e Paolo, una folla silenziosa ascolta la Settima Sinfonia di Dmitrij Šostakovič. È la Giornata della Vittoria, e tra le note si mescolano gli echi dei carri armati, i passi marziali dei soldati, le luci dei droni che tracciano nel cielo la lettera “Z”. ...